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Zanthoxylum dalle molte applicazioni. Usata in Oriente come spezia, il Pepe di Sichuan è una pianta che vanta anche proprietà farmacologiche.

Utilizzata da millenni per l’attività antipruriginosa e antidolorifica a livello cutaneo, è stata studiata sotto forma di estratto in prodotti cosmetici dalle proprietà lenitive. Zanthoxylum alatum (famiglia Rutaceae), noto anche come Pepe di Sichuan, è una pianta perenne originaria della Cina – cresce nella regione del Sichuan – dove viene utilizzata da millenni per la sua azione antipruriginosa e antidolorifica a livello cutaneo, ma anche per la sua attività contro gli spasmi dolorosi intestinali e contro i dolori dentari (la pianta viene anche definita “albero del mal di denti”).

I suoi frutti sono molto usati come spezia nella cucina cinese e giapponese per ridurre le proprietà irritanti di alcuni alimenti. Si tratta anche di una delle poche spezie usate dalla cucina tibetana, che per l’ambiente ostile non ha grande disponibilità di vegetali o spezie edibili. Il nome pepe è dovuto al fatto che la bacca può ricordare una bacca di pepe nero, ma tra le due spezie non c’è correlazione. Nella medicina tradizionale, l’estratto oleoso è usato per lenire prurito e mal di denti e numerosi sono anche gli utilizzi cosmetici di Zanthoxylum. Inoltre, sulla base dell’attività insetticida di alcuni oli essenziali estratti dai semi di alcune piante del genere Zanthoxylum, la ricerca è attualmente pure focalizzata sullo sviluppo di nuovi agenti utili al controllo di vettori – zanzare tra cui anche varie specie di Anopheles – sulla base di composti chimici bioattivi isolati da piante medicinali indigene, in alternativa a larvicidi chimici. Uso culinario Il pepe di Sichuan ha un sapore particolare: non è pungente come il pepe nero o il peperoncino ma, dopo il piccante, presenta un leggero aroma di limone e lascia in bocca un leggero intorpidimento, causato da alcune alchilamidi in esso contenute. A differenza del vero pepe i semi interni vengono scartati e si usano solo i gusci che li contengono, i quali di solito vengono tostati e macinati appena prima del loro utilizzo in qualche ricetta e generalmente vengono aggiunti all’ultimo momento, a fuochi ormai spenti. Nella cucina cinese il pepe di Sichuan si accompagna spesso allo zenzero e all’anice stellato. Viene utilizzato solitamente per piatti a base di pesce, anatra, pollo e con le melanzane fritte. Si può trovare spesso sotto forma di olio di pepe di Sichuan che è utilizzato, assieme a zenzero, zucchero di canna e aceto di riso, nella preparazione dei tagliolini fritti. Uno dei più importanti ingredienti della cucina tibetana e bhutanese, viene utilizzato assieme ad aglio, zenzero e cipolla per aromatizzare piatti di carne, soprattutto carni suine. In Giappone è utilizzato in tagliolini, zuppe e piatti di pollo. Se ne utilizzano anche le foglie intere per aromatizzare pietanze vegetali, soprattutto la radice di bamboo, e decorare zuppe.

La chemestesi
Il pepe di Sichuan è l’archetipo della chemestesi. Tale sensazione, tradizionalmente indotta dalle spezie, è una sensazione gustativa indotta chimicamente che non riguarda i recettori di gusto e olfatto, ed è anche definita come «attivazione chimica di recettori per stimoli fisici». Tra gli esempi di sensazione chimica associata al gusto, il calore indotto dalla capsaicina contenuta nel peperoncino, il freddo associato al mentolo e la sensazione elettrica, detta
anche tingling, indotta dal pepe di Sichuan. Anche altri alimenti possono generare sensazioni chemestetiche; tra queste, l’effetto riscaldante dell’alcol nelle bevande alcoliche e l’effetto di leggero bruciore indotto da alcuni tipi di olio di oliva. Ma la spezia capostipite della sensazione di tingling è appunto il pepe di Sichuan, in grado di generare in bocca una sensazione elettrica di origine neuromuscolare, indotta dalla presenza delle alchilamidi. Tali molecole, presenti in varie piante tra cui l’echinacea, sono state investigate in passato come insetticidi, in virtù dell’inibizione dei flussi ionici attraverso le membrane delle cellule nervose degli insetti. Mentre alcuni recettori chemestetici sono stati caratterizzati grazie all’interazione con specifici composti, i recettori per la sensazione di tingling a oggi non sono noti.

Composizione chimica
La pianta risulta ricca in polifenoli e alchilamidi, notoriamente sensibili al calore (Aktar et al., 2009). Il principale composto alchilamidico dalle proprietà pungenti è l’idrossialpha-sanshool (HO-alpha-S), parecchio studiato dall’industria farmaceutica poiché in grado di modulare a livello cutaneo l’attività spontanea delle fibre sensoriali tattili e sensibili al calore. Inoltre la molecola viene anche utilizzata per l’induzione di stimoli sensoriali negli studi riguardanti i fenomeni di parestesia. Gli oli essenziali estratti dai semi delle piante del genere Zanthoxylum sono spesso utilizzati come insetticidi in alternativa agli insetticidi chimici. Un recente studio è stato condotto per valutare il potenziale larvicida dell’olio essenziale dei semi di Zanthoxylum armatum DC nei confronti di tre specie di zanzare, i vettori Aedes aegypti, Anopheles stephensi e Culex quinquefasciatus. (Tiwary et al, 2007). I risultati dello studio mostravano che le larve appartenenti alle tre specie di zanzara sono suscettibili all’effetto insetticida dell’olio essenziale. Utilizzo nelle vulvovaginiti infettive È stata valutata l’efficacia clinica nelle vulovovaginiti infettive, atrofiche e nelle vaginosi di una terapia multicomponente a base di Zanthoxylum in combinazione con estratti di Glycyrrhiza glabra, Matricaria camomilla, Curcuma longa e Melaleuca alternifolia (Di Pierro et al., 2009).
Una formulazione contenente zanthalene e gli estratti citati veniva applicata due volte al giorno per 10 giorni, in associazione con un detergente intimo contenente zanthalene, in 15 pazienti affette da vaginite atrofica e si procedeva a una valutazione soggettiva e oggettiva dei sintomi. La sensazione di prurito e bruciore risultavano completamente cessate al termine del trattamento di 10 giorni e anche dopo una settimana di washout, e la secchezza vaginale era ridotta del 82%.

L’azione lenitivanei cosmetici
Le proprietà sensoriali di Zanthoxylum hanno stimolato, tra le altre, la ricerca cosmetica, soprattutto allo scopo di formulare prodotti per pelli sottoposte a stimoli irritativi come la depilazione, l’applicazione di tinture per capelli, l’esposizione al sole. Gli estratti della pianta vengono spesso utilizzati nei sieri per il viso con proprietà lenitive, calmanti e anti-arrossamento. L’estratto utilizzato nei prodotti cosmetici è stato preparato a partire dai frutti essiccati utilizzando come solvente la CO2 supercritica, che permette di ottenere un estratto ad altissima purezza e totalmente privo di inquinamento dovuto ai solventi utilizzati per l’estrazione. L’efficacia di Zanthoxylum è stata dimostrata prima in vitro e poi in vivo. Sono stati condotti studi preliminari in vitro sulla conduzione nervosa e si è visto che la stimolazione da parte di Zanthoxylum porta a deplezione di neurotrasmettitori, con azione mediata da
canali del sodio voltaggio dipendenti. Le alchilamidi hanno poi mostrato in vivo un’interessante attività sulla sensibilità termica e tattile (Bryant e Mezine, 1999). È stato condotto uno studio riguardante l’effetto lenitivo di Zanthoxylum durante l’applicazione di tinture per capelli. Una formulazione contenente un estratto preparato a partire dai frutti della pianta veniva applicata circa 20 minuti prima di applicare la tintura, andando poi a valutare le condizioni e la sensibilità del cuoio capelluto (percezione del fastidio indotto dalla tintura su soggetti selezionati per la loro specifica sensibilità). La formulazione a base di Zanthoxylum veniva applicato su metà testa 20 minuti prima della colorazione, mentre sull’altra metà si applicava il prodotto controllo. I soggetti venivano chiamati a quantificare le sensazioni di fastidio percepite durante la colorazione. Nel 70% dei casi le volontarie non percepivano alcun fastidio sulle zone trattate con Zanthoxylum (Dermscan report 99827). Un altro studio valutava l’effetto lenitivo a livello cutaneo dell’estratto di Pepe di Sichuan (Dermscan report 98333). Già trenta minuti dopo l’applicazione di un prodotto topico contenente lo 0,5% di estratto di Zanthoxylum alatum, la sensibilità alla stimolazione termica della cute era significativamente diminuita. L’estratto è in grado di indurre un aumento della temperatura necessaria per le definizioni di «tiepido», «caldo», «caldissimo», mentre la percezione del dolore non varia. L’azione lenitiva cutanea di questo estratto dipende dunque dalla sua capacità di ridurre la sensibilità cutanea agli stimoli senza mascherare la sensazione di dolore e quindi senza interferire con la risposta fisiologica al dolore stesso. L’efficacia dell’estratto risulta massima per applicazione topica dopo circa 30 minuti ed è ancora evidente, pur se attenuata, dopo 120 minuti dall’applicazione. L’estratto di Zanthoxylum in formulazione spray (contenente estratto zanthalene allo 0,5%) esplica anche un effetto antiprurito in seguito a punture di zanzara (dati Swiss Tropical Institute, Switzerland). Lo spray veniva applicato immediatamente dopo la puntura di insetto su 40 volontari e il 67,5% dei soggetti riportava un effetto lenitivo conseguente al trattamento.


Tollerabilità e controindicazioni
Dal 1968 al 2005 le importazioni di pepe di Sichuan furono vietate negli Stati Uniti perché parti della pianta potevano essere portatrici di una malattia vegetale: il cancro del limone; tutte le specie di pepe di Sichuan appartengono, infatti, alla famiglia delle Rutaceae, la stessa famiglia del limone. Nel 2005 il divieto fu ritirato, ma le parti di pianta che vengono importate devono essere preventivamente sterilizzate. L’estratto oggetto delle valutazioni sopra citate risulta essere ottimamente tollerato per uso topico nell’uomo e non induce alcun effetto sensibilizzante a livello cutaneo, risultando addirittura non irritante
anche per applicazione endooculare nel coniglio. Nessuna interazione è stata segnalata sino a ora.

Bibliografia
@ Aktar N. et al, Chemical constituents from the seeds of Zanthoxylum alatum, J. Asian Natural Products Res. 11 (1): 91-95, January 2009.
@ Bryant B.O., Mezine I., Alkylamides that produce tingling paresthesia activate tactile and thermal trigeminal neurons, Brain res. 842 (2): 452-60, 1999.
@Dermscan report 99827 e 98333, risultati presentati a convegno Indena, Milano 9 giugno 2009.
@Di Pierro et al, Efficacia clinica di terapie combinate multicomponente a base di Krameria o Zanthoxylum nelle vulvovaginiti infettive, atrofiche e nelle vaginosi, Fitoterapia in ostetricia e ginecologia, 2009.
@ Tiwary M. et al, Chemical composition and larvicidal activities of the essential oil of Zanthoxylum armatum DC (Rutacee) against three mosquito vectors, J. Vector Borne Dis. 44 (3): 198-204, 2007.

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